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14° gara di mountainbike Cortina - Dobbiaco 27.08.2008 La spettacolare gara di mountainbike parte alle ore 10.00 dalla Piazza d‘Italia di Cortina d’Ampezzo, passa l’incantevole Valle di Landro ed arriva infine nella zona sportiva di Dobbiaco. Quest’anno la gara festeggia il suo 14 compleanno e alla partenza il 27 luglio 2008 vengono aspettati 3.000 partecipanti. Festa dei mulini - „s' Terner Schmelzpfandl" 03.08.2008 Percorrere, vivere e gustare la cultura contadina La festa avrà inizio alle ore 10.30 e terminerà intorno alle ore 17.00. Gli stand offrono cibi e bevande e la banda di Terento si cura dell’intrattenimento musicale. Vengono proposti piatti della tradizione contadina. Festa del vino e “Festa dei Krapfen” 28 - 29.07.2008 Le cantine vini altoatesine presentano i loro prodotti pregiati in un ambiente indimenticabile. Informazioni all’Associazione Turistica di Valdaora, tel. 0474 496277. Torneo Beachvolley “Puschtra-Cup” Informazioni e prenotazioni, tel. 349 0734086 ![]() |
![]() home :: da vedere in val pusteria :: da vedere a plan de corones Da vedere nell'Area Vacanze Plan de CoronesChiese e cappelle nell'Area Vacanze Plan de CoronesChiesa parrocchiale di GaisLa chiesa parrocchiale di Gais vanta una lunga storia ed é oggi una delle piú antiche ed interessanti chiese di campagna di tutto il Tirolo.Chiesa parrocchiale di Villa OttoneLa chiesa parrocchiale di Villa Ottone era originariamente romanica, fu poi goticizzata e possedeva anche un preziosissimo altare del cosidetto "Maestro di Villa Ottone" (ca. 1430-1480), di cui non si conosce oggi il vero nome. Viene considerato uno dei maggiori maestri del periodo gotico e si suppone possa essere stato maestro del grande Michael Pacher.Cappella di Castel NeuhausLa cappella di Castel Neuhaus era agli inizi del XVII secolo apprezzata meta di pellegrinaggi. Nel 1999 la famiglia Hofer ha provveduto al totale restauro.La Chiesa Parrocchiale di San Martino in BadiaLa Chiesa Parrocchiale di San Martino che possiede alcune statue di Dominikus Moling, scultore barocco della Val Badia.Cappella di Sant’Antonio da Padova a PiccolinoCappella di Sant’Antonio da Padova a Piccolino risalente al 1688 dove si trova un trittico del Vinatzer oltre ad altre cappelle votive sparse fra le vicinie del Comune, che stanno a testimoniare la profonda fede e devozione popolare.Chiesa di Santa Lucia a LongiarùUn documento del 1371 ne conferma già l’esistenza, ma una spaventosa alluvione la distrusse attorno al 1490. La Chiesa attuale fu costruita nel periodo fra il 1864 e il 1867 in stile neoromanico.Chiesa di Sant’Antonio ad AntermoiaDi notevole valore non solo artistico, ma anche storico-culturale sono le “opere di misericordia corporale” nelle quali il pittore Jan Matî Peskoller ha ritratto persone del paese di Antermoia nei caratteristici costumi dell’epoca.Capitello a TesidoMirabile e slanciato, con tetto piramidale. Le 4 nicchie accolgono una serie di dipinti raffiguranti la Madonna con il Bambino, Caterina e Margherita, il Monte degli Ulivi, Wolgang e Martino, una scena della salita al Calvario, Andreas e Leonardo; la Crocefissione ed i patroni della Chiesa di Tesido, Ingenuin e Albuin.Wallfahrtsort Maria SaalenEine der beliebtesten Walfahrtsorte im Pustertal ist Maria Saalen. Als die Kirche gebaut wurde, siedelten sich dort einige Familien an. So entstand der Weiler Saalen. Bewundernswert ist die schwarze Madonna in der Wallfahrtskirche, die ein Bauer einer Sage nach aus dem Boden gepflügt haben soll. Viele Leute pilgern heute noch nach Maria Saalen. Saalen ist auch für viele Familien und Feriengäste ein beliebter Ausflugsort. In dem nahe liegenden Gasthof wird man mit Speise und Trank bestens versorgt. Von dort führt ein Fußweg hinunter nach Montal.La chiesa di Pieve di MarebbeLa colonizzazione della Val Badia avvenne da Nord e Pieve di Marebbe fu sicuramente il primo centro abitato. Caratteristico è il centro del paese con le poche case appollaiate attorno alla chiesa con il suo alto campanile gotico (56 m) che sovrasta e domina tutt'intorno. La chiesa di Pieve deve essere considerata la chiesa madre, in quanto da essa soltanto dipendeva la vita religiosa dell’intera valle.La chiesa odierna è una costruzione barocca di considerevole bellezza a forma di croce. Particolarmente bello e storicamente interessante è l'altare maggiore, di stile rinascimentale, costruito in adempimento di un voto fatto nell’anno della peste 1636. Al centro si può ammirare la miracolosa statua della Madonna (Santa Maria d'La Pli). Dal 1700 al 1914 il decanato ebbe la sua sede a Pieve di Marebbe. Non solo per la popolazione di Marebbe e della Val Badia, ma anche per i fedeli della limitrofo Pusteria la chiesa di Pieve di Marebbe è sempre stata ed è tuttora una meta di pellegrinaggio molto frequentata. La chiesa di S. Vigilio di MarebbeLa chiesa parrocchiale di San Vigilio di Marebbe rappresenta per il paese e per l’intera comunità un vero gioiello artistico di stile barocco tardivo. Gli affreschi all'interno sono opera del celebre pittore Matthäus Günther, allora direttore dell'Accademia di Augsburg. Chi entra in chiesa non trascuri di osservare, dopo aver ammirato gli affreschi di Günther, anche i due eleganti cori laterali, il bellissimo pulpito e la splendida cornice dell'immagine della Madonna, un vero capolavoro di stuccatura. Un ornamento artistico sono pure le 14 immagini della Via Crucis del pittore bolzanino Karl Henrici (1783).top Castelli, fortezze e residenze nell'Area Vacanze Plan de CoronesCastello Chela a GaisAd una altezza di circa 1200 metri, da dove lo sguardo domina sia la valle di Tures che la piana di Brunico, troneggiano le rovine del Castello di Chela, ben visibile sulla dorsale boschiva. Questo castello un tempo imponente fu fatto costruire al volgere del millennio dai vescovi di Bressanone. Le basi furono gettate dallo stesso vescovo S. Albuino (975 - 1006). Egli nel 995 acquistò dal nobile Liuto un maso dal quale ricavò il "Castello di Chela". Nei secoli successivi il castello fu dato in continuazione in affido o in pegno. Nel 1433 viene nominato affidatario un certo Jakob IV di Lutago, precedentemente curatore del castello.Alla fine degli infelici dissidi fra il cardinale Cusano ed il duca Sigismondo tornò in possesso della chiesa ed il vescovo Golser nel 1487 lo affidò a Sigismondo Dinkhauser di Gais. Poi appare la dinastia dei Signori di Rost. Fino al 1891 per 350 anni il castello rimase in possesso di questa. Castello Casanova a GaisBanchettare e alloggiare in modo cavalleresco é per molti ancora un sogno da realizzare. Presso il Castello Neuhaus questo sogno puó essere realizzato. Soprattutto in occasione di eventi particolari, nonché piccole e grandi feste il Castello Neuhaus propone una cornice particolare. In caso di matrimoni e battesimi possiamo mettere a disposizione la piccola cappella del castello con giardino, cantina di vini e ristorante curato. La tavolata apparecchiata nella sala dei cavalieri trasmette all'ambiente un'atmosfera festosa. E in estate il Castello Neuhaus diventa punto d'incontro di artisti di fama internazionale che organizzano mostre d'arte, concerti e rappresentazioni teatrali all'aperto.Ruderi del castelletto a Villa OttoneRuderi del castelletto a Villa Ottone, su uno sperone roccioso scosceso su due lati. In alto il mastio da cui si dipartono le mura di cinta, più in basso il palazzo e la cappella.Castel Ehrenburg (Casteldarne)La residenza dei conti Künigl, è situata nella Val Pusteria sulla riva sinistra del fiume Rienza, ai piedi del monte Gezzo. Il castello a tutt'oggi proprietà dei conti Künigl, è uno dei pochi castelli ancora completamente arredati. Per questo motivo offre al visitatore una documentazione della cultura abitativa signorile dei tempi passati. L'interessante costruzione si articola in due parti: verso sud il tratto antico, che non ha subito quasi alcun rifacimento, verso est la parte barocca del 1700. L'importante cortile ad arcate nella sua armonia architettonica, nella sua particolarità e bellezza, rappresenta il fulcro della parte più recente del castello. Su tre lati si elevano le arcate poggiate su colonne di granito con capitelli finemente lavorati. Pochi anni fa subì il restauro con l'aiuto della Fondazione Messerschmid e appare oggi nella sua veste barocca.Informazioni: Tel. +39 0474 565221 Il castello di MonguelfoIl castello di Monguelfo è situato su di un colle che da ben tre lati si affaccia ripido sul torrente della Val Casies.Fu costruito nel XII secolo. Ancora oggi non è molto chiaro se i primi Signori che abitarono il castello appartenevano alla stirpe dei guelfi oppure se appartenevano ad un ramo della stirpe ministeriale di Bressanone von Stilfes. Intorno al 1900 i Conti di Monguelfo si estinsero ed i proprietari del castello sono oggi i Conti Thun di Monguelfo. Nel 1765 un incendio distrusse gran parte del castello. Oggi però, a seguito di un'ammirevole opera di restauro, è nuovamente al centro della vita culturale e merita senz'altro di essere visitato. Il castello di Michele (Michelsburg)A sud di San Lorenzo, sopra un colle isolato, troneggiano le rovine del castello di Michele (Michelsburg). In passato esso era un feudo di Bressanone. Successivamente passò prima ai Conti di Andechs, poi ai Conti della Gorizia e nel 1500 passò al Tirolo. Si presume, però, che i Conti pusteresi di Gau avessero stabilito la loro residenza in questo luogo già prima dell'anno 1000. Nel corso dei secoli il castello subì delle variazioni; per esempio fu apportata una seconda torre e nel sedicesimo secolo seguì un ampio restauro. Oggi il castello è completamente andato in rovina. Esso merita comunque di essere considerato meta di una gita turistica..Il convento di Sonnenburg (Castelbadia)Subito prima di San Lorenzo, immediatamente accanto alla strada principale, troneggia ripido sopra il torrente Rienz Sonnenburg (Castelbadia). In origine sopra questo colle avrebbe dovuto esserci la fortezza dei conti della zona di Lurn e della Val Pusteria, i quali poi nel 1020 lo trasformarono nel convento dei Benedettini. Di questa costruzione oggi non è rimasto nulla; sono stati comunque rinvenuti resti di un muro di cinta con delle feritoie e dei bastioni circolari risalenti al Medioevo. Esso doveva offrire al convento delle monache una protezione contro i possibili assalti. Il convento è decaduto fino all'ala delle Badesse e delle rovine della chiesa romanica. Nel 1785 Giuseppe II decretò la fine del convento. Oggi esso è divenuto un hotel, meticolosamente restaurato e rinnovato rispettando comunque lo stile originario. Durante i lavori di restauro sono stati ritrovati la cripta della chiesa conventuale nonché preziosi affreschi e sculture, i quali meritano senz'altro di essere visitati.Il castello di BrunicoLa città ed il castello di Brunico furono fondati nel 1251 dal Vescovo Principe di Bressanone Bruno von Kirchberg. Molte abitazioni, il cui aspetto odierno rievoca il quindicesimo ed il diciottesimo secolo, posseggono ancora i muri del periodo della fondazione della città. Il castello di Brunico si trova sopra ad una collina sovrastante la città..Il castello di Lamprecht (Lamprechtsburg)Il Conte Alberto del Tirolo acconsentì alla costruzione del castello di Lamprecht (Lamprechtsburg) intorno al 1220. Esso si trova su di un colle presso Brunico e da tre parti ripide si affaccia sul precipizio della Rienza. Dal 1229 al 1813 era un feudo di Bressanone. La struttura del castello, la quale si distingue per la sua semplicità, è protetta da un ampio muro di cinta. Oggi il castello di Lamprecht è un punto di ristoro per i suoi ospiti, facilmente raggiungibile con l'automobile oppure attraverso strade pedonali che partono da Brunico e da Riscone!top Musei e mostre nell'Area Vacanze Plan de CoronesErboristeria Bergila a FalzesVisitate la distilleria di olio di pino mugo ad Issengo. Dal 1912 distillazione secondo metodi tradizionali antichi.Nella nostra distilleria antica potete assistere a come vengono distillati i nostri oli essenziali secondo metodi tradizionali antichi. In più potete visitare anche il nostro giardino d’erbe nel quale vengono coltivate più di 70 varietà di piante officinali, rispettando le fasi lunari secondo il calendario lunare di Maria Thun. Informazioni: Tel. +39 0474 565 373 Museo civico di grafica di BrunicoL'odierno museo cittadino mostra delle preziosità gotiche e delle opere grafiche del nostro secolo. E' stato fondato nel 1990. La data relativamente recente lascerebbe presumere che si tratti di un museo molto giovane, senza storia, ma in realtà non è così. Il precursore dell' odierno museo cittadino venne sciolto nel 1935 per volontà dei Fascisti ed il suo patrimonio culturale fu quasi interamente deportato a Bolzano. Oggi è possibile visitarlo di nuovo: intagli e dipinti gotici, opere grafiche di Albrecht Dürer, incisi all'acquafonte di Josef Anton Koch, acquarelli dei fratelli Seelos e Josef Moroder di Lusenberg. L'attrazione principale e però rappresentata dalle opere grafiche del nostro secolo create da Albin Egger-Lienz, Josef Weber-Tyrol, Paul Flora, Karl Hasser, Ivo Mahlknecht, Robert Scherer etc..Informazioni: Tel. +39 0474 553292 - e-mail - homepage Museo degli usi e costumi a TeodoneIl Museo delle tradizioni popolari di Teodone è un allestimento che intende mostrare le occupazioni, il lavoro, le abitazioni e le credenze così com'erano in Alto Adige nei secoli scorsi. Questo museo storico-sociale riunisce la nobiltà ed il popolo semplice del passato. Il museo delle tradizioni popolari si estende su di una superficie di tre ettari di terreno. Si compone di numerose fattorie con edifici adiacenti provenienti da tutte le parti dell'Alto Adige. In questo luogo tali edifici sono stati nuovamente costruiti. Il percorso guidato conduce attraverso stalle, fienili, scalette strette e ripide. Nel giardino si trovano anche mulini ad acqua e malghe, nonché altri edifici comuni ai contadini di montagna abitanti queste zone a partire dal Medioevo. In contrasto con tutto questo, qui si trova anche la residenza nobiliare del Barone Anton Wenzl di Sternbach, il quale la fece erigere intorno alla fine del diciassettesimo secolo in luogo di una fattoria. Il barone fece rivedere la cappella situata all'interno della residenza da diversi artisti: Cristoforo Benedetti vi apportò un altare in marmo, Michael Rasner e Kaspar Waldmann, il quale apportò una pala di altare e fece dei dipinti sul soffitto. E' possibile ammirare anche una farmacia domestica, nonché gli strumenti di lavoro appartenenti al medico dei contadini: Sebastian Ragginer di Luson. Essi danno un'idea dei metodi di cura praticati nel passato. Nei fabbricati rurali si trovano, tra l'altro, delle officine e degli arnesi per coltivare la terra. Si tratta in definitiva di un percorso che mostra nella giusta luce la vita contadina dei secoli passati, in tutto il suo romanticismo, ma anche nella sua asprezza.Informazioni: Tel. +39 0474 552087 - e-mail - homepage Museum Ladin Ciastel de Tor a San Martino in BadiaNel 1996, la Provincia Autonoma di Bolzano ha acquistato Ciastel de Tor allo scopo di erigervi al suo interno un museo dedicato alla cultura e alla storia del gruppo etnico ladino, "Museum Ladin Ciastel de Tor".Il percorso del Museum Ladin mette in luce alcune particolari circostanze della storia e della vita delle cinque valli ladine site nel cuore delle Dolomiti ove ancora oggi si parla la lingua ladina: la Val Badia, la Val Gardena, la Val di Fassa, Livinallongo e Ampezzo. Il percorso marca le importanti influenze delle vicende sovraregionali sulla vita dei ladini delle Dolomiti ed evidenzia le correlazioni esistenti tra forme del paesaggio e modi di vita. Il Museum Ladin è rivolto agli uomini e alle donne che vivono in questa regione e a quanti giungono in questo paesaggio straordinario provenendo da luoghi vicini o lontani. Informazioni: Tel. +39 0474 524020 - e-mail - homepage top Altri luoghi da visitare nell'Area Vacanze Plan de CoronesCasa Padre Haspinger a S. Martino in Val CasiesLa Casa Padre Haspinger a S. Martino, un tempo poligono di tiro, ristrutturata in poligono all'aperto in occasione del centenario nel 1909. Conserva all'interno una riproduzione del famoso dipinto d Albin Egger Lienz "Der Landsturm".Kornmühlen in TerentenInteressant sind auch die Kornkästen bei vielen Bauernhöfen und die alten Kornmühlen entlang des Winnebaches und im Terner Tal.Bis zur Erschließung des Dorfes mit Straßen wurde in Terenten viel Korn angebaut, der Ort versorgte sich fast ausschließlich von eigenen Produkten. An den Bächen gab es Stampfen und Mühlen, Schmiedewerkstätten, wassergetriebene Sägewerke, den Rader und den Weber. Ein Abschnitt am Terner Bach ist als Mühlenlehrpfad ausgebaut. Er soll auch noch den nächsten Generationen Zeugnis von Mühe und Fleiß unserer Vorfahren geben. In diesem Bereich trifft man auf eine besonders bizarre Naturkreation, die Erdpyramiden. Sie sind aus Moräneablagerungen der letzten Eiszeit aufgebaut. Die tieferen Schichten sind mit Steinen und Blöcken durchsetzt. Im oberen Bereich bestehen die Pyramiden fast nur aus feinem Material. Der eiszeitliche Schutt besteht vor allem aus verwittertem Granit und ist deshalb sehr hell. Die Erdpyramiden entstanden durch das historische Unwetter im Juli 1837. Gewaltige Schuttmassen brachen ab und wurden fortgespült. Der Regen und die Schneeschmelze modellierten ständig neue Säulen heraus, die sich so lange halten, wie der schützende Deckstein darüber bleibt. Heute ist der Terner Bach verbaut. Dadurch vertieft sich die Erosionsbasis nicht mehr, die Erdpyramiden können nicht mehr talwärts „wandern“. Scavi romani di SebatumScavi della stazione romana di Sebatum, dalla collina antistante la chiesa di Santa Croce (Schraffl-Bühel) si estendeva per un lungo tratto verso valle su entrambe le rive del Rienza (di tanto in tanto vengono ancora condotti degli scavi). Si tratta dei resti di case d'abitazione con riscaldamento nel pavimento e bagni, di magazzini e di alloggiamenti per le truppe..Il miliario romano di CastelbadiaIl miliario romano di Castelbadia (sulla strada statale in direzione Castel Badia) dell'imperatore M. Opellio Severo Macrino (217-218) e di suo figlio Diadumeniano.Istituto Culturale Ladino “Micurà de Rü” a S. Martino in BadiaSempre a San Martino in Badia ha sede l’Istituto Culturale Ladino “Micurà de Rü” che ha già dato validi contributi alla cultura e un forte impulso alla coscienza ladina. E’ anche dotato di biblioteca aperta al pubblico dal lunedì al giovedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00 e il venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00. In estate vengono organizzate mostre di vario genere di artisti ladini.Valle dei Mulini a LongiarùA Longiarü, una frazione di San Martino in Badia, esiste un percorso di visita della "Val di Morins" - I mulini sul rio Seres.L'itinerario, tra le 2 viles di Seres e Miscì, porta agli 8 mulini lungo il rio Seres. Partenza dal ponticello sul rio Seres e dal primo mulino, si percorre il torrente dove si trovano gli altri mulini. Durante il percorso si può visitare anche le 2 viles Seres e Miscì, insediamenti rurali tra i più caratteristici ed interessanti della Val Badia. Viles a LongiarùD'importanza storico-culturale sono anche le antiche “Viles” ladine: sui pendii esposti al sole si può ammirare una costellazione di piccoli villaggi – il cui nome ladino è “Viles” – si tratta di tipiche case rurali ladine.Bagni di ValdanderPur essendo assai incerta la loro origine, la tradizione vuole che, già in epoca assai remota, le proprietà curative dell’acqua che vi sorgeva fossero note alla gente dei dintorni che la utilizzava per fare i bagni, rifugiandosi nelle piccole grotte adiacenti. L’acqua minerale dei Bagni Valdander è particolarmente adatta per la cura di vari disturbi di natura reumatica e soprattutto di problemi della pelle e delle ossa.Informazioni: Tel. +39 0474 520005 Catarina LanzDurante i combattimenti contro le truppe francesi di Napoleone si fece onore la giovane ragazza di Marebbe Catarina Lanz, nata a S.Vigilio di Marebbe nel 1771. A 26 anni, cioè nel 1797, combatté valorosamente a Spines, in un paesino nei pressi di Bressanone, armata di una sola forca, difendendo coraggiosamente la chiesetta e il cimitero circostante dalla profanazione. La statua, fusa in bronzo, che si trova nel centro di San Vigilio e che ricorda l’eroina di Marebbe è un'opera dello scultore ladino Otto Irsara, di Badia.Inoltre consigliamo a tutti gli ospiti di S.Vigilio di non partire prima di aver visitato almeno una volta il fantastico parco naturale di "Fanes-Senes-Braies" e le caratteristiche "Viles" di Pieve di Marebbe. Il singolare abete di IssingoCon i suoi sottili e slanciati rami e rametti, stretti attorno al fusto, questo albero alto 25 metri è l'unico in tutto l'Alto Adige. Per il suo originale aspetto, la particolare ramificazione, che si staglia profondamente avvolgendo l'albero, viene anche chiamato "abete serpente". Solo in cima si possono notare un paio di rami e rametti come quelli di un normale albero. L'"abete a colonna" sta accanto alla strada, sulla via tra Terento e Falzes, ai piedi della collina del borgo con il castello di "Schöneck".Come raggiungerlo: L'"abete colonna" può essere facilmente visto dalla strada che collega Terento con Falzes. E' anche possibile raggiungerlo con una passeggiata circolare partendo da Chienes (782 metri), percorrendo la strada rurale fino alla centrale elettrica e di lì, attraverso il sentiero numero 65 per il bosco. Dislivello: 208 metri. Tempo di percorrenza: 45 minuti Le Piramidi di terra di TerentoAppena sopra il paese di Terento, in un bacino di erosione largo circa 150 metri, si sono formate una dozzina di piramidi di terra. La loro formazione risale a circa 100 anni fa, quando nell'anno 1873 il torrente Terner, durante un'inondazione, erose il terreno. Le bianche torri sono parzialmente coperte da un masso e meritano in ogni caso di essere meta di un'escursione. Il materiale di cui le piramidi sono composte deriva da depositi morenici dell'ultima glaciazione, la quale terminò circa 10.000 anni fa. Nella parte inferiore questi depositi sono formati da pietre e blocchi, mentre negli strati superiori sono prevalentemente costituiti da ghiaia fine, la quale assume uno speciale colore chiaro in quanto costituita da materiale granitico. I sassi che coprono le piramidi sono in parte fortemente arrotondati e questo perchè la ghiaia non è originaria della zona, bensì fu trasportata da un'altra zona, verosimilmente dalla Valle Aurina.Come raggiungerle: Dall'ufficio turistico di Terento, situato nel centro del Paese, parte il sentiero marcato con il numero 2, il quale, passando attraverso campi, conduce fino al punto dove la strada porta vicino al pendio orientale della valle di Terento. Qui si trovano le piramidi di terra (1350 m). Le piramidi di terra sono raggiungibil anche con l'automobile. Dislivello: 230 metri Tempo di percorrenza: 40 minuti Il "Waldfriedhof", un cimitero militare a BrunicoFra le mete più suggestive di Brunico vi è senza dubbio il Cimitero di Guerra. Durante il primo conflitto mondiale a Brunico erano ospitati diversi ospedali militari in cui morirono numerosi soldati feriti, malati e prigionieri di guerra.Poiché non era possibile seppellirli nel cimitero cittadino, il comune cedette al comando militare sul Monte Spalliera una grande superficie affinché vi realizzasse un apposito cimitero. Un ufficiale del genio che prestava servizio a Brunico, l'architetto ed ingegnere A. Brechthold di Bregenz, allestì il cimitero in modo tale che si inserisse armoniosamente nell'ambiente del bosco. Qui sono sepolti in tombe singole e fosse comuni 669 soldati dell'armata austroungarica, 103 prigionieri russi, 13 serbi e 7 rumeni. I 77 soldati italiani che vi erano stati sepolti furono trasferiti nel 1932 nell'ossario Pocòl, mentre i 45 soldati tedeschi furono traslati in un cimitero al Passo Pordoi. Qui sono sepolti anche 19 soldati tedeschi dell'ultimo conflitto mondiale che persero la vita sotto i bombardamenti, un ufficiale italiano e cinque cittadini brunicensi caduti nelle vicinanze negli ultimi giorni di guerra. Il Cimitero di Guerra è gestito da un comitato femminile che cura amorevolmente e senza distinzione ogni sepoltura. top |
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