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Musei Plan de Corones

Il comprensorio del Plan de Corones affascina i visitatori provenienti da ogni parte, non solo per le sue bellezze naturali ma anche per i numerosi luoghi culturali in cui è possibile conoscere in maniera più approfondita l’arte e la storia di questa meravigliosa località dell’Alto Adige.

I musei a Plan de Corones meritevoli di nota sono:

  • Erboristeria Bergila a Falzes
Visitate la distilleria di olio di pino mugo ad Issengo. Dal 1912 distillazione secondo metodi tradizionali antichi.
Nella nostra distilleria antica potete assistere a come vengono distillati i nostri oli essenziali secondo metodi tradizionali antichi. In più potete visitare anche il nostro giardino d’erbe nel quale vengono coltivate più di 70 varietà di piante officinali, rispettando le fasi lunari secondo il calendario lunare di Maria Thun.
Informazioni: Tel. +39 0474 565 373
  • Museo civico di grafica di Brunico
L'odierno museo cittadino mostra delle preziosità gotiche e delle opere grafiche del nostro secolo. E' stato fondato nel 1990. La data relativamente recente lascerebbe presumere che si tratti di un museo molto giovane, senza storia, ma in realtà non è così. Il precursore dell' odierno museo cittadino venne sciolto nel 1935 per volontà dei Fascisti ed il suo patrimonio culturale fu quasi interamente deportato a Bolzano. Oggi è possibile visitarlo di nuovo: intagli e dipinti gotici, opere grafiche di Albrecht Dürer, incisi all'acquafonte di Josef Anton Koch, acquarelli dei fratelli Seelos e Josef Moroder di Lusenberg. L'attrazione principale e però rappresentata dalle opere grafiche del nostro secolo create da Albin Egger-Lienz, Josef Weber-Tyrol, Paul Flora, Karl Hasser, Ivo Mahlknecht, Robert Scherer etc..
Informazioni: Tel. +39 0474 553292 - e-mail - homepage
  • Museo degli usi e costumi a Teodone
Il Museo delle tradizioni popolari di Teodone è un allestimento che intende mostrare le occupazioni, il lavoro, le abitazioni e le credenze così com'erano in Alto Adige nei secoli scorsi. Questo museo storico-sociale riunisce la nobiltà ed il popolo semplice del passato. Il museo delle tradizioni popolari si estende su di una superficie di tre ettari di terreno. Si compone di numerose fattorie con edifici adiacenti provenienti da tutte le parti dell'Alto Adige. In questo luogo tali edifici sono stati nuovamente costruiti. Il percorso guidato conduce attraverso stalle, fienili, scalette strette e ripide. Nel giardino si trovano anche mulini ad acqua e malghe, nonché altri edifici comuni ai contadini di montagna abitanti queste zone a partire dal Medioevo. In contrasto con tutto questo, qui si trova anche la residenza nobiliare del Barone Anton Wenzl di Sternbach, il quale la fece erigere intorno alla fine del diciassettesimo secolo in luogo di una fattoria. Il barone fece rivedere la cappella situata all'interno della residenza da diversi artisti: Cristoforo Benedetti vi apportò un altare in marmo, Michael Rasner e Kaspar Waldmann, il quale apportò una pala di altare e fece dei dipinti sul soffitto. E' possibile ammirare anche una farmacia domestica, nonché gli strumenti di lavoro appartenenti al medico dei contadini: Sebastian Ragginer di Luson. Essi danno un'idea dei metodi di cura praticati nel passato. Nei fabbricati rurali si trovano, tra l'altro, delle officine e degli arnesi per coltivare la terra. Si tratta in definitiva di un percorso che mostra nella giusta luce la vita contadina dei secoli passati, in tutto il suo romanticismo, ma anche nella sua asprezza.
Informazioni: Tel. +39 0474 552087 - e-mail - homepage
  • Museum Ladin Ciastel de Tor a San Martino in Badia
Nel 1996, la Provincia Autonoma di Bolzano ha acquistato Ciastel de Tor allo scopo di erigervi al suo interno un museo dedicato alla cultura e alla storia del gruppo etnico ladino, "Museum Ladin Ciastel de Tor".
Il percorso del Museum Ladin mette in luce alcune particolari circostanze della storia e della vita delle cinque valli ladine site nel cuore delle Dolomiti ove ancora oggi si parla la lingua ladina: la Val Badia, la Val Gardena, la Val di Fassa, Livinallongo e Ampezzo. Il percorso marca le importanti influenze delle vicende sovraregionali sulla vita dei ladini delle Dolomiti ed evidenzia le correlazioni esistenti tra forme del paesaggio e modi di vita. Il Museum Ladin è rivolto agli uomini e alle donne che vivono in questa regione e a quanti giungono in questo paesaggio straordinario provenendo da luoghi vicini o lontani.
Informazioni: Tel. +39 0474 524020 - e-mail - homepage
 
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